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STRESS LAVORO-CORRELATO: COME SI RENDE UN AMBIENTE AZIENDALE SANO?

Nelle società moderne, lo stress lavoro-correlato (WRS) è diventato uno dei principali determinanti della salute. Non si tratta solo di una sensazione di stanchezza, ma di una reazione fisica ed emotiva dannosa che emerge quando le richieste del lavoro superano le capacità, le risorse o i bisogni del lavoratore. Sebbene il lavoro possa offrire soddisfazione e legami sociali significativi, un ambiente mal gestito può trasformarsi in un rischio concreto per il benessere individuale e la produttività aziendale.
Le Cause: Perché ci Sentiamo Sotto Pressione?
Le fonti di stress nelle aziende moderne sono molteplici e spesso interconnesse. Gli esperti dividono questi fattori in due grandi categorie: il contenuto del lavoro (carico eccessivo, orari rigidi, mancanza di varietà) e il contesto lavorativo (cultura organizzativa carente, ruoli ambigui, precarietà contrattuale).
Un modello fondamentale per comprendere questo fenomeno è il Job-Demand Control, che evidenzia come il rischio maggiore di malattia insorga quando a un alto carico di lavoro si associa un basso controllo sulle proprie attività. In particolare, nel lavoro intellettuale (o knowledge work), assistiamo a un paradosso: la libertà e l’autonomia tanto apprezzate possono “divorarti vivo” se i confini tra vita privata e professionale diventano sfocati.
Inoltre, l’era della digitalizzazione ha introdotto la cultura dell’“always-on” (sempre connessi), dove lo smartphone agisce come un “supervisore virtuale”, rendendo difficile staccare davvero la spina e recuperare le energie.
Le Conseguenze: Un Costo per Tutti
Lo stress cronico agisce come una “usura” costante sull’organismo. A livello individuale, può manifestarsi con disturbi del sonno, ansia, burnout e persino un aumento del rischio di malattie cardiovascolari.
Per le aziende, l’impatto è altrettanto pesante. Lo stress porta a un aumento dell’assenteismo, una riduzione della creatività, una minore efficienza e un elevato turnover del personale, danneggiando l’immagine pubblica dell’organizzazione e il suo bilancio economico.
Come Prevenire lo Stress in Azienda?
La prevenzione non deve essere vista come un intervento isolato, ma come un processo strutturato su tre livelli:
- Prevenzione Primaria (Organizzativa): È il livello più efficace perché agisce sulle radici del problema. Significa riprogettare i compiti, definire chiaramente i ruoli, bilanciare carichi di lavoro e risorse, e garantire che gli obiettivi aziendali siano realistici. Un approccio utile è l’allineamento dei componenti aziendali (strategia, struttura, premi, persone e processi) per evitare che il lavoratore si senta isolato o non supportato.
- Prevenzione Secondaria (Individuale): Si concentra sull’aiutare i lavoratori a sviluppare strategie di coping (gestione dello stress). Le ricerche indicano che gli interventi cognitivo-comportamentali sono particolarmente efficaci nel ridurre i disturbi legati allo stress e migliorare la percezione della qualità della vita lavorativa. Anche la formazione sulla gestione del tempo e i programmi di promozione della salute rientrano in questa categoria.
- Prevenzione Terziaria (Recupero): Mira a curare e riabilitare chi presenta già sintomi evidenti di stress, facilitando il ritorno al lavoro attraverso programmi di supporto psicologico o medico.
Strategie Pratiche per Manager e Dipendenti
Per trasformare la teoria in pratica, le aziende possono adottare misure concrete:
- Migliorare la Comunicazione: Un dialogo aperto tra supervisori e collaboratori riduce l’incertezza e aumenta il senso di appartenenza.
- Valorizzare la Conoscenza Tacita: Spesso i dipendenti conoscono già le cause dei loro problemi e le possibili soluzioni, ma non hanno uno spazio per esprimerle. Creare “stanze di riflessione” collettiva può far emergere cambiamenti organizzativi sostenibili.
- Gestire la Digitalizzazione: Implementare il “diritto alla disconnessione” per garantire che il tempo libero rimanga tale e che i lavoratori non si sentano obbligati a rispondere alle email fuori orario.
- Allineare Sforzi e Ricompense: Assicurarsi che l’impegno profuso sia adeguatamente riconosciuto, non solo economicamente ma anche attraverso il riconoscimento sociale e le opportunità di carriera.
Conclusione
Prevenire lo stress non è solo un obbligo legale, ma una responsabilità condivisa che ripaga in termini di salute e produttività. Un’organizzazione di successo non è quella che spreme i propri dipendenti fino all’esaurimento, ma quella che sa dosare le sfide fornendo al contempo il supporto necessario.
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Un’analogia per comprendere meglio: Pensate a un’azienda come a un’orchestra. Per produrre una sinfonia armoniosa (produttività), non basta che ogni musicista sia tecnicamente bravo (competenze individuali). È necessario che gli strumenti siano accordati, che lo spartito sia leggibile (chiarezza dei ruoli) e che il direttore d’orchestra non richieda un ritmo così frenetico da far perdere il tempo ai suonatori. Se la velocità è eccessiva, le note inizieranno a stonare e i musicisti si stancheranno rapidamente. La prevenzione dello stress è l’arte di mantenere questo equilibrio, assicurandosi che ogni membro possa suonare al meglio senza rompere le proprie corde.
A cura del Dott. Matteo Deasti
Dott. Alessandro Bargnani | CEO Health & Human Performance Institute
Bibliografia e Sitografia
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